MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI: UNA PICCOLA PUNTURA, UN GRANDE PROBLEMA. A che punto siamo in Piemonte?

Torino, 17 giugno 2015

Le infezioni trasmesse da artropodi vettori (Vector Borne Diseases - VBDs) possono essere considerate una delle principali sfide del futuro in medicina umana e veterinaria. Hanno un ciclo evolutivo complesso che coinvolge una grande varietà di attori (uomo, animali, insetti, ecosistema) e molte di esse sono zoonosi. Non conoscono confini, se non quelli dettati dalla distribuzione geografica degli insetti che le trasmettono e degli ospiti sensibili all’infezione: per questo motivo sono in continua espansione. Il monitoraggio entomologico condotto in prima linea dall’Istituto Zooprofilattico del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta (IZS PLVA), IPLA, SEREMI, ASL To2, Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino, ha dato esiti della presenza consolidata di vettori e ha rilevato precocemente l’introduzione di West Nile Virus sul territorio regionale. Negli ultimi anni casi umani di importazione di Dengue e Chikungunya sono stati segnalati ripetutamente. Malattie trasmesse da zecche come la Malattia di Lyme (Borrelia burgdorferi s.l.), le Spotted Fever Group (Rickettsia spp.) e l’Ehrlichiosi granulocitica (Anaplasma phagocitophilum), sono riportate nell’uomo in Piemonte ormai da anni, tanto che molte province sono oggi considerate aree endemiche. Altre come la Tick-Borne Encephalitis (TBE) sono invece a rischio di nuova introduzione dalle regioni italiane nordorientali. La storia di Paesi che hanno già vissuto tali esperienze insegna a muoversi secondo due assi principali: la prevenzione (che passa anche attraverso una corretta analisi del rischio e informazione) e la rapidità di risposta all’emergenza. E’ dimostrato che l’attivazione di un sistema di sorveglianza integrata sui vari livelli del ciclo epidemiologico delle VBDs abbatta tempi e costi di gestione. Da qui la necessità di creare un network operativo regionale connettendo i diversi settori impegnati sul fronte delle VBDs, per integrare e coordinare le attività avviate, uniformare e facilitare lo scambio di informazioni sulla rilevazione dei casi e la gestione delle positività in ambito sia umano sia animale

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