Infrastruttura Metrologica per la Sicurezza Alimentare Concluso il progetto IMPresa

Si è concluso il progetto per la creazione dell’Infrastruttura Metrologica Per la Sicurezza Alimentare – IMPreSA –, che è stato cofinanziato attraverso i “Fondi strutturali di investimento europeo 2014-2020” e che ha visto tra i partner l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

IMPreSA nasce con l’obiettivo di garantire il rispetto delle normative internazionali e di essere di supporto alle aziende per le misure necessarie allo sviluppo di materiali innovativi per l’imballaggio alimentare.
L’Infrastruttura sarà in grado di fornire supporto ai settori che rispondono sia alle richieste di verifica da parte delle autorità di controllo, sia alla tutela del consumatore.
Per contribuire al raggiungimento di alti standard di sicurezza alimentare, l’Infrastruttura fornirà competenze scientifiche, strumentazione analitica e supporto metrologico per il controllo e lo sviluppo di materiali destinati all’imballaggio alimentare.

Le due macro-aree d’interesse sono le seguenti:
• Controllo e sicurezza: determinazione di sostanze non intenzionalmente aggiunte nel materiale di imballaggio
• Sviluppo di nuovi materiali: sviluppo di materiali di imballaggio attivi per aumentare la shelf-life dei prodotti e garantire la sicurezza alimentare
L’INRiM – Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica -, quale ente capofila del progetto, ha messo a disposizione spazi e impianti per la realizzazione dell’infrastruttura, e ha dato il supporto metrologico, coordinando i partecipanti del progetto sia dal punto di vista scientifico/tecnologico, sia dal punto di vista finanziario.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale effettuerà analisi di controllo degli alimenti per garantire la conformità alla normativa, dal punto di vista sia della sicurezza alimentare sia della provenienza di origine.

Gli altri partner:
Il Centro di Ricerca per l’Enologia e l’Agricoltura CREA invece metterà a disposizione le proprie conoscenze sul packaging in ambito enologico.
L’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante CNR-IPSP contribuirà allo sviluppo di composti naturali alternativi agli agenti chimici con proprietà antimicrobiche e antiossidanti.
L’Istituto Scienze delle Produzioni Alimentari CNR-ISPA collaborerà mettendo a disposizione le competenze nell’ambito della proteomica.

L’Infrastruttura ha sede all’INRiM, dove sono stati installati uno spettrometro a risonanza magnetica nucleare, uno spettrometro di massa LC ad alta risoluzione accoppiato ad un sistema di cromatografia liquida, una camera di crescita e una centrifuga.

Grazie al cofinanziamento all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale è stata installato un Cromatografo liquido accoppiato a uno spettrometro di massa che sarà dedicato alle misure di controllo ufficiali degli alimenti.

Conferito il Premio “Mario Pavan" a Paolo Pastorino

Congratulazioni a Paolo Pastorino, ricercatore del nostro Istituto presso la Struttura “Acquacoltura, Ittiopatologia e Biologia degli Ambienti Acquatici” a cui è stato conferito il premio “Mario Pavan 2020 – Città di Varese”, intitolato all’illustre entomologo e Ministro dell’Ambiente scomparso nel 2003.
L’ambito riconoscimento viene assegnato ogni anno a un giovane dottorando in materie scientifiche.
Per il 2020 è stato attribuito ex aequo ad Anna Aletti e a Paolo Pastorino.
Paolo Pastorino si è aggiudicato il premio per l’originalità e il rigore scientifico profusi nella sua tesi di dottorato “Alpine lakes, indicators of global chance: ecological characterization and environmental pressures in two lakes from italian alps”.

L’ELICICOLTURA AL CENTRO DI UN PROGETTO DI COLLABORAZIONE SCIENTIFICA

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta (IZSPLV), l’Istituto Internazionale di Elicicoltura, e il Consorzio Chiocciola di Borgo e delle Valli Circostanti hanno posto le basi per la creazione di un Centro di studi scientifici sull’Elicicoltura.
Una collaborazione che vedrà la partecipazione anche dell’Università di Scienze Gastronomica di Pollenzo, l’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie, e dell’ASL Cuneo 2.
Un progetto che nasce dalla necessità di studio e analisi del mondo dell’Elicicoltura, come peraltro richiesto a gran voce da stessi allevatori e consumatori.
Si partirà da uno studio su quattro specie di chiocciole: Helix Aspersa Maxima, Helix Aspersa Muller, Helix Pomatia Alpina e Eobania vermiculate, che saranno monitorate nelle stesse condizioni climatiche e alimentari dell’habitat in cui vivono.
Le dichiarazioni:
Direttore generale “IZSPLV”, dott. Angelo Ferrari: «La collaborazione nasce con l’obiettivo di rendere il più possibile sostenibili le produzioni in un’ottica di Economia Circolare».
Presidente “Consorzio Chiocciola di Borgo e delle Valli Circostanti”, Guido Giordana: «La provincia di Cuneo è stata l’origine della ricerca nel settore elicicolo. Questo progetto unisce l’esperienza di due organi istituzionali di grande esperienza quali l’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco e il Consorzio Chiocciola di Borgo, che collaboreranno sotto l’egida dell’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Sarà certamente una sinergia che porterà a grandi risultati nell’ottica di un’Elicicoltura globale».

Direttore “Istituto Internazionale di Elicicoltura”, Simone Sampò : «Sono sempre più consapevole, e ne sono testimoni le istanze degli elicicoltori in Italia e nel Mondo che seguiamo, che l’Elicicoltura non possa più essere considerata una tipologia di allevamento improvvisato, come è successo purtroppo in passato. La sinergia fra gli Enti, le Istituzioni e le Università e l’utilizzo di tecnologie avanzate quali la sensoristica digitale devono entrare nel tessuto attivo del mondo dell’Elicicoltura, al quale oggi spetta di diritto un’attenzione e un’organizzazione scientifica competente a tutela del consumatore».

COVID-19, IDENTIFICATO DALL’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO DI TORINO IL PRIMO CASO IN ITALIA DI VARIANTE INGLESE SU GATTO

 

I laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta (IZSPLV) hanno identificato il primo caso di variante inglese di SARS-CoV-2 (lineage B.1.1.7) in un gatto.

Da bibliografia è la prima segnalazione a livello nazionale.

Si tratta di un gatto maschio castrato di razza europea, otto anni, che vive nel novarese in un contesto domestico. I sintomi respiratori nel gatto sono comparsi una decina di giorni dopo l’insorgenza della malattia e dall’isolamento domiciliare dei suoi conviventi.

Grazie al tempestivo intervento del Servizio Veterinario della Asl di Novara, che ha seguito con scrupolo le linee guida del Ministro della Salute, i campioni del test sono stati trasmessi all’IZSPLV dove è stata diagnosticata la positività al Covid-19, e dove, a seguito di ulteriori accertamenti, è stata riscontrata la presenza della variante inglese.

Il gatto, come i suoi proprietari, ora sono in via di guarigione.

L’IZSPLV sta lavorando all’approfondimento del caso in stretta connessione con la Regione Piemonte e il Ministero della Salute.

«La positività del gatto non deve generare allarmi – osserva Bartolomeo Griglio, responsabile della Prevenzione della Regione Piemonte -; a causa della malattia dei loro proprietari, gli animali d’affezione si ritrovano a vivere in ambienti a forte circolazione virale. Non è dunque inatteso che anch’essi possano contrarre l'infezione, ma non esiste evidenza scientifica sul fatto che giochino un ruolo nella diffusione del Covid-19. Il contagio interumano rimane la principale via di diffusione della malattia».

Sul piano della gestione sanitaria degli animali di pazienti infetti, la raccomandazione generale è di adottare comportamenti utili a ridurre quanto più possibile l'esposizione degli animali al contagio, evitando, ad esempio, i contatti ravvicinati con il paziente, così come si richiede agli altri membri del nucleo familiare.

«Gli organismi internazionali che si sono occupati dell'argomento – rileva Griglio - consigliano di evitare effusioni e di mantenere le misure igieniche di base che andrebbero sempre tenute come il lavaggio delle mani prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo».

«La diagnosi di Covid-19 su un gatto e l’identificazione della variante inglese effettuate presso il nostro Istituto – dichiara il direttore generale dell’IZSPLV, Angelo Ferrari - dimostrano quanto il sistema dei controlli e la gestione integrata della pandemia siano efficaci e pronti ad agire tempestivamente rispetto a quanto accade sul territorio».

A complimentarsi per primo con l’Istituto Zooprofilattico è l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi: «Mi congratulo per il lavoro di alta professionalità che l’istituto sta svolgendo, nell’emergenza pandemica il sequenziamento dei virus è un’attività strategica. Anche in questo caso, l’Istituto si conferma un’eccellenza scientifica di livello nazionale».

L’approfondimento scientifico

La sequenza parziale del gene S con tecnica Sanger, comprendente la regione del “Receptor Binding Domain di Sars-CoV-2”, ha permesso di osservare la presenza dell mutazione N501Y e di altre tre mutazioni (A570D, P681H, T716I) che, insieme con la delezione 69-70, precedentemente rilevata con il test diagnostico in real time PCR (ThermoFisher), sono compatibili con la variante inglese VOC 202012/01. Sono in corso gli approfondimenti diagnostici, mediante sequenziamento dell’intero genoma con tecnica NGS, per l’attribuzione del "lineage" genomico.

 

 

Insetti e alimentazione umana, l’IZS pronto ai controlli sanitari

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha approvato l’uso delle larve di Tenebrio molitor (larve della farina) come “novel food” a uso umano.

Con l’arrivo sulle tavole europee di prodotti a base di insetti è dunque indispensabile garantire al consumatore elevati livelli di sicurezza mediante un adeguato sistema di controlli.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta si è organizzato tempestivamente ed è pronto a eseguire gli accertamenti necessari affinché il consumo degli insetti possa avvenire in totale sicurezza.

Ad occuparsi dell’attività dei controlli saranno due Strutture dell’IZS:

- Il Centro di Referenza Nazionale per l’alimentazione animale (CReAA), che monitorerà i substrati impiegati per l’allevamento delle larve e analizzerà gli insetti già autorizzati per l’alimentazione animale;
- Il Centro di Referenza Nazionale per le sostanze che provocano allergie (CReNaRiA), che verificherà il potenziale allergizzante degli insetti, sia in termini di prima sensibilizzazione, sia sulle possibili reazioni da parte di soggetti già allergici ai crostacei o agli acari.

PRIMI RISCONTRI ANALITICI
Nelle scorse settimane sono stati analizzati quaranta campioni di larve di Hermetia illucens (mosca soldato), che è un substrato utilizzato per gli allevamenti di insetti, e di farina proteica derivata. Su tutti i campioni è stata eseguita la ricerca di enterobatteri, di Bacillus cereus, di Clostridium pefringens, di batteri anaerobi solfito-riduttori. I risultati hanno mostrato l’assenza di batteri patogeni quali Listeria monocytogenes e Salmonella spp, ma la presenza di Bacillus cereus e di enterobatteri.

PERCHÉ IL NOVEL FOOD
Gli insetti hanno grande potenzialità sia dal punto di vista nutrizionale, per la loro componente proteica, sia dal punto di vista ambientale ed economico, perché derivano da un settore zootecnico che richiede meno energia e produce meno rifiuti.
Le materie prime utilizzate nei mangimi tradizionali come fonti proteiche provengono principalmente dalla pesca (farina di pesce) e dalle coltivazioni (farina di soia). Un ulteriore incremento del loro uso è considerato insostenibile dal punto di vista ambientale.
La ricerca si sta indirizzando verso nuove fonti proteiche, vegetali e animali, che devono rispondere positivamente a requisiti di sicurezza alimentare e di sostenibilità ambientale.
Considerando il deficit proteico in cui versa l’Europa, e che determina l’importazione annuale di oltre 40 milioni di tonnellate di proteine provenienti da colture agrarie, l’attenzione si è indirizzata verso gli insetti, ritenuti una valida e innovativa fonte proteica utilizzabile nella nutrizione animale, oltre che umana.

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