L’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO FORNISCE SUPPORTO SCIENTIFICO ALL’ASSOCIAZIONE DI LYME

 

Migliorare le conoscenze, mettere in guardia i cittadini dai morsi di zecca e dai pericoli che possono comportare: sono questi gli obiettivi che accumunano tutte le realtà che confluiscono nell’Associazione di Lyme e confezioni. Nata in Italia a Monza nel 2015 l’Associazione, senza scopo di lucro, riunisce ricercatori, medici, veterinari, dipendenti pubblici e liberi professionisti che in alcuni casi hanno contratto la malattia di Lyme.

Il nostro Istituto, che ormai da anni studia le malattie trasmesse da zecche, fornirà all’Associazione un valido supporto scientifico sulla profilassi e la diagnosi di queste malattie e sulla biologia del zecche.

 

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Associazione lyme Italia

Pagina tematica Neuroscienze

 

 

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Convegno "Oggi mangio fuori casa: strategie per un pasto sicuro"

 

Durante l’anno scolastico, i bambini mangiano un pasto su due fuori casa: qualità e sicurezza degli alimenti serviti devono rappresentare una priorità, sia per i pasti comuni che per le diete speciali.L'Istituto, a cui competono le analisi microbiologiche sui pasti della ristorazione delle scuole della città, organizza il 13 settembre il convegno "Oggi mangio fuori casa: strategie per un pasto sicuro"L’evento riunisce gli esperti nazionali di sicurezza alimentare e di ristorazione collettiva, con gli amministratori pubblici responsabili dei servizi e ha l’intento di confrontare gli approcci e le strategie dei diversi operatori per garantire la sicurezza dei pasti.  

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Malattia nuova per l’Europa: il caso Lumpy skin disease

E’ una malattia virale dei bovini, non trasmissibile all’uomo, diffusa in molti Paesi dell’Africa e dell’Asia che ha fatto il suo primo ingresso in Europa nel 2015. La malattia è caratterizzata da lesioni cutanee ed è responsabile di gravi perdite economiche negli allevamenti colpiti dovuti al calo della produzione lattea, infertilità e aborti. La trasmissione tra animali avviene attraverso insetti quali mosche, zanzare e zecche, ma non è escluso il contagio diretto. L’Italia è tutt’ora indenne, ma la rapidissima diffusione della malattia in diversi paesi del Medio-Oriente e dell’Europa ha portato al blocco dei movimenti di animali dalle zone infette e richiede un’intensificazione delle attività di sorveglianza.

 

Per maggiori informazioni consultate la scheda informativa allegata a cura dell’IZSTO

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Zika: rafforzati i controlli sulle zanzare

Estate: stagione di vacanze e relax ma anche di zanzare. Insetti sempre più presenti e fastidiosi che possono trasmettere malattie agli animali e all’uomo, tra le quali il virus Zika. Il virus che sta creando allarme in Centro e Sud America è stato scoperto in una scimmia Rhesus nel 1947 nella foresta di Zika in Uganda. Appartenente alla famiglia Flaviviridae, viene trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, le stesse che trasmettono il virus della febbre gialla, della dengue e chikungunya. La principale specie di zanzara coinvolta nella trasmissione dello Zika virus è Aedes aegypti che non è presente in Italia da circa 40 anni. Il virus può essere trasmesso anche per via sessuale, da madre a feto e tramite le trasfusioni di sangue. Solitamente la malattia decorre in maniera asintomatica o causa sintomi simil-influenzali. In rari casi possono manifestarsi complicanze neurologiche (sindrome di Guillain-Barré). L’infezione contratta in gravidanza, può essere associata all’insorgenza di gravi malformazioni congenite come la microcefalia neonatale. Dapprima diffuso in Africa ed Asia, si è spinto recentemente in America Latina facendo registrare 1.5 milioni di casi in Brasile. In Italia, come nel resto dell'Europa, il virus non è naturalmente presente, ma sono ampiamente diffuse altre zanzare potenzialmente competenti, come Aedes albopictus (meglio conosciuta come zanzara tigre). Nel 2016 in Italia sono stati registrati 37 casi, tutti casi di importazione, turisti di ritorno dal Centro e Sud America.

 

 

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Il contributo del nostro Istituto
Zika Virus, come succede per gli altri Flavivirus trasmessi dalle zanzare, è rilevabile dalle metodiche di laboratorio utilizzate dal nostro Istituto. Quest’anno la sorveglianza sulle malattie trasmesse da zanzare è stata rafforzata intensificando i controlli per ridurre il rischio di diffusione del virus attraverso i viaggiatori infetti di ritorno dalle aree endemiche.
Da giugno infatti sono state posizionate trappole per la cattura di zanzare su tutto il territorio ligure e piemontese, in particolare in siti caratterizzati da intensi flussi turistici e commerciali quali porti, aeroporti, interporti e reparti di malattie infettive dei principali ospedali regionali. Le zanzare catturate finora sono state sottoposte, nei nostri laboratori, ad attente analisi e nessuna zanzara è risultata positiva per il virus Zika.
I controlli continueranno fino a novembre: l’individuazione del virus nelle zanzare consentirà di rilevare precocemente la circolazione virale sul territorio e di attuare le misure di prevenzione a tutela della salute pubblica.

 

 

Per maggiori informazioni:
Epidemiological-situation
salute.gov.it

 

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La Zanzara Coreana sbarca in Liguria

 

 

E’ arrivata in Veneto dall’estremo oriente nel 2011, ora è stata intercettata per la prima volta a Genova. La scoperta della nuova specie invasiva è frutto del sistema di monitoraggio sulla zanzara tigre attivo in Liguria, condotto dal laboratorio di entomologia di Imperia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta (Responsabile Walter Mignone) in collaborazione con le ASL liguri e il comune di Genova.

La zanzara coreana (Aedes koreicus) è cugina della zanzara tigre: diurna, urbana, si riproduce in piccole raccolte d’acqua e punge anche l’uomo. Si adatta meglio al freddo, ha un periodo di attività anticipato rispetto alla tigre e può sopravvivere anche in condizioni ambientali difficili come gli inverni freddi del nord Europa o in periodi di forte siccità.

Può trasmettere alcune malattie all’uomo e agli animali come l’encefalite giapponese (virus JEV) e la filariasi. Le Filariasi trasmesse da tale vettore sono: nell'uomo la filariasi linfatica causata da Brugia malayi e nel cane la dirofilariosi causata da Dirofilaria immitis.

Al momento la presenza della zanzara coreana sembra essere limitata ad un solo quartiere di Genova, ma non si può escludere una sua maggiore diffusione. Il monitoraggio continuerà sino a novembre e permetterà di tenere sotto controllo la diffusione della zanzara.

 

 

Per maggiori informazioni:

http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/vectors/mosquitoes/pages/aedes-koreicus.aspx

 

Foto: © Marco Ballardini, IZSPLV

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