Tossicologia veterinaria: contro l'avvelenamento di animali domestici e selvatici,

 

 

Il documento dal titolo "Strategia contro l'uso del veleno in Italia" è stato realizzato nell’ambito del Progetto LIFE Natura ANTIDOTO (LIFE07 NAT/IT/000436).

 In questi ultimi anni si sono verificati con sempre maggiore frequenza casi di avvelenamento di animali domestici e selvatici. L’uccisione degli animali conseguente alla distribuzione nell'ambiente di bocconi ed esche contenenti veleni o sostanze nocive è un fenomeno sottostimato e rappresenta inoltre un vero attentato alla salute pubblica, soprattutto per l’alto rischio a cui espone i bambini che, per gioco o curiosità, possono entrare in contatto con le esche avvelenate.  Non è da sottovalutare infine la possibilità che, a causa degli avvelenamenti a cascata, i veleni entrino nella catena alimentare o diffondano nelle acque. Tra le sostanze tossiche più utilizzate figurano i pesticidi organofosforici, gli organoclorurati, il fosfuro di zinco, la metaldeide, i rodenticidi anticoagulanti, i carbamati e la stricnina. Con una certa frequenza si  verificano inoltre casi di avvelenamento negli animali da reddito. Le cause di questi episodi possono essere molteplici, ad esempio a seguito di ingestione di foraggi trattati o contaminati in campo nel corso di trattamenti eseguiti su altre colture, oppure di mangimi e foraggi contaminati durante la conservazione per trattamenti con antiparassitari ,e/o rodenticidi; acqua di bevanda contaminata per trattamento diretto ad es. contro le larve di zanzare o le infestazioni acquatiche in genere o per percolazione o dilavamento verticale del terreno fino al raggiungimento delle falde freatiche; o ancora foraggi o acqua accidentalmente contaminati perché contenuti in recipienti usati in precedenza per il trasporto o la miscelazione di formulati commerciali a base di pesticidi. Un'altra via di contaminazione possibile è il contatto diretto, es. trattamenti antiparassitari topici (irrigazioni, polverizzazioni), oppure contaminazione di animali presenti nei ricoveri durante le operazioni di disinfestazione, o nel  corso di trattamenti agricoli eseguiti con mezzo aereo. 

L’aumentata sensibilità generale sul rischio avvelenamenti dolosi è sostanzialmente legata ad una nuova concezione del rapporto etico tra uomo e animale.

L’Istituto Zooprofilattico ha il compito di confermare o escludere il sospetto di avvelenamento, identificare le molecole responsabili ed eseguire studi opportuni che consentono alle Province ed alle Regioni di redigere annualmente le mappe epidemiologiche del fenomeno.

Nei casi di avvelenamento presso il nostro Istituto vengono eseguiti gli accertamenti  necessari a formulare una diagnosi corretta, partendo dall’analisi delle esche o dal contenuto gastrico, per orientare un eventuale successivo esame tossicologico. Nel caso in cui l’animale sia deceduto, viene eseguito un accurato esame necroscopico che confermi il sospetto diagnostico, qualora le lesioni riscontrate siano compatibili con l’avvelenamento, o che lo escluda nel caso in cui siano individuate altre cause di morte. Gli esami tossicologici vengono eseguiti tramite spettrometria di massa, in modo da identificare in maniera univoca la sostanza responsabile dell’avvelenamento.

 

Qui sotto troverete la documentazione necessaria per la notifica dell'episodio al Servizio Veterinario e al Sindaco (fax segnalazione) e per l'invio del campione ai Laboratori dell'IZS PLV. Potete utilizzare il sito http://www.pdfescape.com/open/ per compilare direttamente e salvare il file in .pdf così da poterlo inoltrare anche via mail.

 

 

 

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