Malattia Vescicolare del suino

Descrizione della malattia

MVS accreditamento 2014Malattia virale, causata da un enterovirus della famiglia Picornaviridae, a decorso tendenzialmente benigno che colpisce il suino. La malattia è indistinguibile, dal punto di vista clinico, dall'Afta Epizootica, grave malattia altamente diffusiva che colpisce oltre al suino anche i ruminanti domestici e selvatici ed è causa di ingentissimi danni al patrimonio zootecnico nelle aree colpite. Per questo motivo, la Malattia Vescicolare (MVS), sebbene non rappresenti di per sé un serio problema per l’allevamento suino, deve essere sottoposta a controlli tali da dimostrarne l’assenza nel territorio. La sua comparsa in un territorio causa restrizioni commerciali, sia per gli animali vivi che per i prodotti derivati, e drastici provvedimenti negli allevamenti colpiti (abbattimento e distruzione degli animali presenti).La MVS è ' stata segnalata per la prima volta in Italia nel 1966. L’uomo ne è immune e il suino è l’unico animale che in natura manifesta sintomatologia clinica.

La malattia è caratterizzata da elevata morbilità e bassa mortalità. Una volta penetrato nell’organismo, il virus determina la formazione di vescicole, indistinguibili da quelle dell’afta epizootica, localizzate soprattutto al cercine coronario (con distacco dell'unghiello nei casi più gravi) e negli spazi interdigitali, causando zoppie; esiste anche la localizzazione sul grugno, labbra e lingua, ma molto spesso il decorso è asintomatico. Il virus resiste molto bene nell’ambiente esterno. Gli animali si possono infettare sia per contatto diretto con animali infetti, sia indirettamente attraverso ambienti, alimenti od oggetti contaminati. Anche i mezzi di trasporto contaminati possono contribuire alla diffusione dell’infezione.

Il piano di eradicazione e di sorveglianza della malattia in Italia è iniziato nel 1995. Esso prevede controlli sierologici e virologici periodici negli allevamenti suini. Quando si evidenziano focolai, tutti gli animali presenti nell'azienda (malati, infetti, sospetti d'infezione e di contaminazione) devono essere abbattuti e distrutti. È molto importante evitare la comparsa di focolai secondari, sottoponendo a controllo anche le aziende nelle quali sono stati introdotti animali provenienti dall'azienda infetta prima del sequestro dell'allevamento, per verificarne lo stato sanitario.

Prima del ripopolamento, oltre alle operazioni di pulizia e disinfezione previa distruzione dei materiali e prodotti contaminati, considerata l'elevata resistenza dell'agente eziologico nell'ambiente è necessario introdurre, e poi testare, alcuni capi sentinella per verificare che le operazioni di risanamento ambientale abbiano avuto successo.

Prove di laboratorio

La diagnosi di laboratorio consente di differenziare la MVS da altre patologie vescicolari, in particolare dall'Afta Epizootica. La diagnosi diretta consente di evidenziare o escludere la presenza del virus.Si effettua su materiale organico prelevato da capi con sintomatologia in atto o asintomatici: epitelio da vescicole integre o appena rotte, liquido vescicolare, sangue con anticoagulante di capi con febbre, materiale fecale. I test impiegati sono: l'isolamento su colture cellulari recettive di origine suina (IBRS2), la PCR, il test ELISA sandwich, eseguiti direttamente dal Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Vescicolari, con sede presso l'IZS di Brescia (DM 2.11.91). La diagnosi indiretta, eseguita su campioni di sangue, evidenzia l’eventuale presenza di anticorpi in soggetti infetti o che abbiano superato la malattia. I test impiegati per questo tipo di indagine sono l'ELISA per competizione, condotto presso le diverse sedi degli IIZZSS e impiegato routinariamente per l'esecuzione del piano nazionale di sorveglianza MVS e la sieroneutralizzazione, svolta solamente presso il CdR in quanto metodo ufficiale di riferimento. In tutti i casi, i campioni di sangue che presentano un valore di positività vanno inviati al CdR per la conferma diagnostica e gli approfondimenti del caso. Una piccola percentuale di sieri di animali mai esposti al virus MVS può fornire esito positivo al test ELISA; questi soggetti sono definiti “singleton reactor” perchè risultano uno (al massimo due) per allevamento. Tali animali si negativizzano nell'arco di un mese, gli accertamenti virologici dalle feci risultano sempre negativi e non sono associate a sieroconversione negli altri animali conviventi.

Normativanormativa1

L’Ordinanza del 2001 ha previsto campionamenti presso le aziende suine da riproduzione (a ciclo aperto il controllo sierologico a campione ha cadenza semestrale, a ciclo chiuso il controllo sierologico a campione ha cadenza annuale) e nelle stalle di sosta (prelievo a cadenza mensile di un numero di campioni di feci). Negli anni 2006 e 2007 c'e' stata una recrudescenza della malattia vescicolare del suino nelle regioni accreditate del nord Italia e le aziende da ingrasso sono state la tipologia produttiva maggiormente interessata. Il Ministero della Salute ha quindi ravvisato la necessità di effettuare i controlli per malattia vescicolare a prescindere dall'indirizzo produttivo, quindi con l’Ordinanza 12 aprile 2008 ha introdotto nuove disposizioni sanitarie in materia di eradicazione della malattia vescicolare del suino e di sorveglianza della peste suina classica, rendendo obbligatori controlli sierologici a campione anche negli allevamenti da ingrasso oltre a quelli già previsti negli allevamenti da riproduzione e nelle stalle di sosta.

 

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