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Applicazione in Regione Piemonte del Reg. CE 2073/2005 e ss.mm.ii.

In questi ultimi anni, il settore alimentare è stato coinvolto in diverse crisi (biotossine algali, diossina, mozzarelle blu) che hanno portato il tema della sicurezza alimentare al centro dell'attenzione generale.

L'evoluzione dell'interesse dei consumatori verso la salubrità degli alimenti ha indotto l'Unione Europea, e sul piano nazionale il Ministero della Salute, a considerare come priorità strategica il raggiungimento degli standard più elevati possibili per garantire il massimo grado di protezione della salute pubblica dei cittadini.

Il Regolamento CE 2073/2005 e ss.mm.ii. ha l’obiettivo di garantire alimenti sicuri per il consumatore attraverso il controllo di determinati criteri microbiologici.

Tali criteri si suddividono in due categorie:

  • criteri di sicurezza alimentare: definiscono l’accettabilità di un prodotto alimentare o di una partita di prodotti, e sono applicabili ai prodotti immessi al consumo. Se un prodotto alimentare non rispetta i requisiti microbiologici stabiliti, la partita non potrà essere considerata idonea al consumo umano e si dovrà procedere al ritiro o al richiamo del prodotto, secondo quanto stabilito dal Reg. 178/02.
  • criteri di igiene del processo: Essi sono parametri (valori di carica microbica specifica o generica) che servono all’OSA per definire i propri limiti critici e stabilire se il processo funziona in modo igienicamente accettabile oppure no. Questi criteri non si applicano ai prodotti finiti e fissano soltanto valori indicativi da tenere in considerazione per la valutazione del processo (es. i limiti di carica microbica totale per le superfici di lavoro dopo detersione e sanificazione), superati i quali si rende necessario applicare le misure correttive, per mantenere l’igiene di produzione.

Gli operatori del settore alimentare (art. 1 Reg. 2073/2005 e art. 4 Reg. 852/2004) devono quindi rispettare i limiti stabiliti per ogni criterio microbiologico applicando misure di igiene generali e specifiche a livello di produzione, lavorazione e distribuzione, inclusa la vendita al dettaglio.

I criteri microbiologici di sicurezza alimentare, sono:

Il Regolamento CE 2073/2005 e ss.mm.ii. specifica per ogni criterio microbiologico la tipologia di alimento da prelevare, il piano di campionamento, il limite massimo, la metodologia d’analisi, la fase di processo cui va applicato e le azioni correttive da adottare in caso di non conformità.

I Servizi Veterinari e i SIAN (Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) eseguono i campionamenti delle matrici alimentari previste, per la verifica dei suddetti criteri e li inviano ai Laboratori IZS territorialmente competenti per l’effettuazione delle analisi.

 

Metodiche previste dalla normativa e accreditate

Gli II.ZZ.SS, per la ricerca di patogeni in matrici alimentari, si avvalgono di metodiche colturali e molecolari accreditate secondo la norma UNI ISO/IEC 17025 o certificate dal gruppo AFNOR nel rispetto dei requisiti previsti dalla UNI EN ISO 9001.

La norma UNI ISO/IEC 17025 è uno standard comprensivo di requisiti gestionali e tecnici, impiegato in tutto il mondo. L’Ente italiano di accreditamento è ACCREDIA, che dopo averne ricevuto richiesta, procede ad una visita ispettiva del laboratorio per la verifica del rispetto dei requisiti previsti dalla norma.  

Normativa 

normativa1

 

 

Risultati campionamenti in Piemonte

I risultati dei campionamenti inclusi nelle tabelle degli anni 2010 e 2011 sono relativi ad attività effettuata dai Servizi Veterinari, dal 2012 sono inclusi anche i campioni prelevati dai SIAN

 Salmonella spp. 2012 Salmonella spp. 2011   Salmonella spp. 2010
 Listeria monocytogenes 2012 Listeria monocytogenes 2011  
 E. coli 2012 E. coli 2011   E. coli 2010
 Istamina 2012 Istamina 2011   Istamina 2010
 Enterotossine stafilococciche 2012 Enterotossine stafilococciche 2011